6 di gennaio

Siamo così estranei, a volte

che non mi va che esisti.

Forse siamo uguali,

io solo un po’ cortese

ma come te su vie distinte

anche quando in fondo si vede

poco.

Sospiro acchiappo il fiato per scendere dal letto,

e ti sollevo come una coperta

nel peso a caso di un giorno nuovo:

e sembri una bolletta che rimando

col brivido di non pagarti mai.

A colazione poi, menù inglese

e tu fai l’uovo sodo:

mi resti a mezza via e

scacci ogni appetito.

E non c’è nessun “ma” certi giorni

ché proprio non t’avrei incontrato mai,

così vado a dormire e sogno

un piccolo sogno strano,

di me che cercavo burro di cacao,

per le tue labbra grandi e secche.

jhon e karen

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