Uva fragola

di Martina Rosella

uva fragola

Ti toglierei il peso

nei giorni di luce,

quando non servono le carezze

o la veglia, quando

il non peso dei corpi

in un’esistenza al contrario

sarebbe gradito.

E non smuovo il mio mare

a pensarmi infelice,

a vederti più vecchia,

perché una pace mi sale nel cuore

e la vita si distende in pianura,

nel sole tenue

dei vetri fumé.

Combatterò per sentirmi più vera,

in un tempo lontano

che ho paura ad avvicinare come la polvere

sotto i calzini.

Non arrabbiarti col mondo,

o con un dio che non trovi,

né per pigrizia né insufficienza di prove:

prendiamo il dolore

come un bambino stanco

che ha paura di uscire,

e spalanchiamo le porte

ché l’odore d’esterno non l’ho mai sopportato

ma le viole sfioriranno solo dopo esser nate

e le storie hanno ancora bisogno

d’esser narrate.

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