parlaebasta

"Le parole fanno l'amore sulla pagina come mosche nella calura estiva e il poeta è solo lo spettatore perplesso"

Mese: gennaio, 2014

Un fatto vero

Rumore di tutto

ché lo contiene il mondo,

e si fa brusio forte di confusione d’umani

tipicamente indaffarati

e non meglio specificatamente dettagliati.

La classica stazione

della grande città che buca il Paese,

inondata di passi e gocciolante

di dialoghi.

Le persone camminano,

accelerano come ghepardi e poi si fermano,

a sbadigliare del lunedì,

a cucire resoconti e implodere

d’amore.

Qualcuno è nel treno,

in un passaggio che diventa un ritorno

e ha tutta l’aria di non respirare;

ha baci lenti e non ferma i ricordi

più di quanto non fermino i fiumi.

Una ragazza dorme,

ha la bocca aperta, imbarazzante.

Sta sognando qualcosa di vero,

e trema di freddo e non di paura.

La bava la sveglia

ed è tutto vero,

anche se per gli altri la mente

è un fatto personale.

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Col quando non inizia una poesia

Col quando non inizia una poesia

ma il tempo non è altrove,

spazia tra le cose, nella gente,

e si adagia su se stesso

quando lo senti che c’è.

L’universo ci dà tempo eppure

il tempo è nostro,

eppure no, distante come spazio, da quello che vorremmo.

Mi ricordo quand’ero felice,

e quanto poco lo sapevo,

mi ricordo del tempo che non mi davo per essere,

e di quello che sprecavo a ricordare.

Ma quanto tempo è che non dormo?

E continuo a non dormire,

e quant’è che ho paura?

Da sempre, da quando il cordone ombelicale rinsecchì.

Quand’è che verrà il futuro,

e ci sarà ancora mio padre,

e la gente mi dirà brava,

e tu,

e mia madre non sospirerà più,

e sarò abbastanza grande da chiedermi quando

tutto cambierà di nuovo?

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