parlaebasta

"Le parole fanno l'amore sulla pagina come mosche nella calura estiva e il poeta è solo lo spettatore perplesso"

Mese: novembre, 2012

Autunno circense

La giostra gira spesso
ma non sempre, come i coriandoli
stretti nelle mani
o in aria a migliaia a farmi compagnia.
Il giullare è come il pagliaccio
che mi fa paura.
Ho chiesto i trampoli
per tirare a sorte
le sorprese più adatte a me.
Un cane pazzo l’ho fatto
unicorno, e le caramelle
hanno ali di pioggia e colori
orientali.
Una scimmia mi sorride,
mi giro e rispondo col sorriso
di chi svenderebbe l’imbarazzo per mezzo soldo o poco più.
C’è un colibrì e una giraffa
anziana, mi dice. Ha l’aria più giovane, da donna bella,
con in testa un cappellino che cinguetta.
Vorrebbe piovere ma non ce la fa,
questo cielo, che ha troppo l’aria
di un felice, appena sveglio.

Mea culpa

I tasti diventano casa

col cemento armato delle ultime verità.

Le strade prendono il via

E i mille occhi sono il sorriso

Di questa rete di mondo visibile.

Ho visto un cielo e tanti altri azzurri,

in pensieri uggiosi di minuti intrepidi.

Parlami, ho pensato,

al di là di questo spazio,

al di là delle ragioni.

Ho visto il verbo non significare niente

E un sostantivo raggirarsi il mondo.

Prenderò parole nuove

Più nuove di quelle davo a te.

Poi non si applica.

Sono passati dei mesi e tanti giorni.

Non voglio che tu mi restituisca niente,

né il tempo, né la pace, né i contorni

di quelle notti in cui dicevamo “sempre”.

Evito di addizionare minuti

Ché non mi bastano dita,

e ci guarderanno e ci guardavano gli amanti compiaciuti

per un palpitante amore di bicicletta in salita.

Eri troppo piccolo

nonostante mi piacesse guardarti camminare.

Sono troppo grande

per non lasciarti cadere.

Fammi capire quello che so già

E fai tante cazzate:

chiedi a chi vuoi, se ha conosciuto la felicità.

La senti la natura, la senti?

Ascoltala.

Chi è che fa Cirano?

Io sarò la poesia, e non Rossana.

Tu sarai il dramma

di una brevissima leggenda indiana.