Vorrò tornare a casa.

Non mi è mai piaciuta la retorica, sebbene qualche volta è necessario iniziare un discorso nella semplicità assoluta rischiando di essere (o essendo effettivamente) portatori di una retorica che mi piace definire “pratica”.
Sono tempi difficili e non perché ce lo mandano a dire i giornali, la televisione o quei giornalisti un po’ stanchi di fare quelli per bene: sono tempi difficili perché quasi tutti abbiamo un sogno e nessuno di noi può essere convinto di realizzarlo. E poi, tutti sanno tutto, basta che lo dici ad alta voce.
Mi sento arrabbiata è vero, ma non nei confronti dello Stato, della politica, della scuola o della Chiesa, la mia rabbia la provo nei confronti delle persone, la stupidità non la sopporto. Bisogna conoscere per detestare, come per amare (in ogni ambito) : se va tutto a rotoli o a puttane, innanzitutto è sempre bene guardare i punti di vista, non essere relativisti, ma credere fortemente che non è perduto chi è diverso da noi, ma chi non ha bene presente se stesso.
L’individualismo, sempre bistrattato dai cattolici sarebbe probabilmente il miglior punto di partenza; e Narciso è affogato non perché guardava se stesso, ma perché si limitava solo alla sua immagine riflessa.
Adesso vanno di moda i radical chic e ancora di più quelli che li odiano, a me non interessa niente di tutto ciò. Ognuno è libero, purché sia intelligente, aggiungerei.

Vogliamo pulirci la bocca dalle belle parole? Io voglio farlo, per questo parlo solo di me.
Siamo tanto imperfetti e vogliamo cose tanto semplici.

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